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Aggiornato il 2 gennaio 2012 alle 17:01

LINK UTILI
INVITALIA Fondo imprese in difficolta’
Modalita di funzionamento SCARICA Scheda PDF
http://www.fondidigaranzia.it/guida_alle_imprese.html

RIFERIMENTI NORMATIVI
Decreto ministeriale 25 febbraio 2010 PDF Download
Scarica la delibera del Cipe del 18 dicembre 2008
Scarica il c.1 art.3 del decreto-legge del 14 maggio 2005

CHI CONTATTARE PER INFO
INVITALIA al Tel. 848.886886 _ lunedì/venerdì 9:00/18:00
E-mail _ info@invitalia.it
Info POINT Regionali
Invitalia ROMA _ via Calabria, 46 _ 00187 Roma _ Tel. 06.421601
Form Online di INVITALIA
Ministero Sviluppo economico Sezione Imprese
Min. Sviluppo Economico
_ Via Molise 2 _ 00187 Roma _ Centralino (+39) 06.4705.1
Moduli.it _ Moduli online fondo salvaimprese

 
GUIDA FONDO IMPRESE IN DIFFICOLTÀ
L’obiettivo :
sostenere le imprese in difficoltà a causa di gravi perdite aziendali non sanabili attraverso le sole risorse interne delle imprese stesse. Il fondo è composto da una garanzia statale solidale sui prestiti contratti dalle imprese. Vuol dire che lo Stato garantirà il rimborso dei prestiti in caso di impossibilità dell’azienda. Il Fondo per le imprese in difficoltà comprende due tipologie di interventi:
- il salvataggio;
- la ristrutturazione

Salvataggio:
- copertura delle spese di gestione
- garanzia statale di 6 mesi sui prestiti contratti dall’impresa per recuperare la liquidità erosa dalle perdite

Ristrutturazione
– per migliorare l’attività dell’impresa;
- ripianare i debiti precedentemente contratti;
- garanzia statale di 36 mesi per prestiti contratti dalle imprese al fine di ripristinare la redditività nel lungo periodo.

L’importo complessivo delle garanzie statali, per entrambe le tipologie di aiuti, non può superare i 10 milioni di euro. Beneficiarie del Fondo per le imprese in difficoltà sono le grandi e medie imprese, con almeno 50 dipendenti, aventi sede in Italia, che si trovano in condizioni di difficoltà.

Non sono ammesse agli aiuti del fondo le aziende che operano nei settori dell’acciaio dell’agricoltura, del carbone, dell’acquacoltura e della pesca; quelle che hanno avviato l’attività da meno di tre anni e quelle che sono state rilevate da un gruppo, a meno che non si riesca a dimostrare che lo stato di difficoltà non sia risolvibile dal gruppo stesso.

La domanda per gli aiuti va inviata a Invitalia, l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo di impresa. I moduli di domanda, a cui allegare il piano finanziario per gli aiuti di salvataggio e il piano industriale per gli aiuti alla ristrutturazione, vanno scaricati sempre dal sito di Invitalia.

 

Soggetti beneficiari -> Società di capitali che:

  • si trovino in difficoltà, ai sensi del punto 2.1 degli orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà (2004/C 244/02)
  • siano di media o grande dimensione, ovvero abbiano almeno 50 dipendenti (calcolati secondo i criteri di cui al Decreto del Ministero delle Attività Produttive 18 aprile 2005) e realizzino un fatturato o un totale di bilancio annuo superiore ai 10 milioni di euro.

Non sono ammesse agli aiuti le imprese che:
- operano nei settori del carbone, dell’acciaio, della pesca, dell’acquacoltura e nel settore agricolo
- hanno avviato l’attività da meno di 3 anni dalla data di presentazione della domanda di aiuto
- fanno parte di un gruppo o siano da esso rilevate, salvo qualora si possa dimostrare che le difficoltà sono intrinseche all’impresa in questione, che non risultano dalla ripartizione arbitraria dei costi all’interno del gruppo e che sono troppo gravi per essere risolte dal gruppo stesso.

TASSO : Il tasso di interesse gravante sui prestiti per i quali è concessa la garanzia statale dovrà essere:
- almeno equivalente ai tassi praticati sui prestiti concessi a imprese sane
- non superiore a quello previsto per i mutui con oneri a carico dello Stato.

 

ALTRI LINK UTILI
http://wikiprestiti.org/finanziamenti_fondo_perduto/
http://sviluppoeconomico.com

INTRODUZIONE

La crisi colpisce tutti: dal più grande al più piccolo. E in questo scenario non fanno differenza nemmeno le imprese. Tutte, ma proprio tutte, vivono quotidianamente i drammi della chiusura e del fallimento, dei licenziamenti e del personale messo in mobilità o in cassa integrazione.

Con le aziende che chiudono “muore” anche un pezzo importante dell’economia italiana e si svende il futuro ai grandi affaristi che speculano sull’ingegno e le fatiche altrui per creare nuove imprese al di fuori del territorio italiano.

Per fermare questa emorragia di aziende e di imprese esistono delle misure e degli interventi istituiti appositamente dalla Commissione Europea e dagli Stati membri dell’Ue.

Si tratta di fondi che permettono alle imprese in difficoltà di rialzare la testa e andare avanti. Anche in Italia, il Ministero dello Sviluppo Economico, nel rispetto di una Delibera del CIPE, la 110/2008 e della Comunicazione 2004/C 244/02 della Commissione Europea, ha istituito con Decreto del 25 febbraio 2010, il Fondo per il salvataggio e la ristrutturazione delle imprese in difficoltà destinato a sostenere le grandi e medie imprese a rischio di chiusura per cause legate a troppe passività o a difficoltà di mercato.

FONDO IMPRESE IN DIFFICOLTÀ. COS’È

Il Fondo per le imprese in difficoltà è un aiuto concesso dallo Stato sotto forma di garanzia solidale su prestiti contratti dalle grandi e medie imprese a fini di ristrutturazione aziendale o di miglioramento della redditività.

Gli aiuti destinati alle imprese in difficoltà, secondo la normativa europea, possono essere erogati sotto forma di garanzia statale o sotto forma di prestiti.

La forma di aiuto vigente per quanto riguarda il fondo per le imprese in difficoltà è la garanzia su prestiti contratti dalle imprese.

Questo vuol dire che le imprese fanno i prestiti e la garanzia per il rimborso la mette lo Stato che pagherà il prestito stesso in caso di insolvenza dell’azienda. Ma chi sono le medie e grandi imprese che possono beneficiare di questo fondo? Lo scopriremo nel paragrafo che segue.

BENEFICIARI

Beneficiarie del fondo per le imprese in difficoltà sono le aziende di medie e grandi dimensioni, con un numero di dipendenti non inferiore a 50, che si trovano nelle condizioni di difficoltà indicate al punto 2.1 della Comunicazione 2004/C 244/02 “sugli orientamenti comunitari degli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà”.

Secondo tali orientamenti, si considerano in difficoltà le imprese che non sono in grado con le proprie risorse o quelle dei soci
di far fronte alle perdite e che nel breve periodo, senza un intervento pubblico, sarebbero costrette al collasso economico, cioè alla chiusura e al fallimento.

La Commissione europea specifica anche il concetto di difficoltà per quanto riguarda le forme giuridiche delle società.

Le società a responsabilità limitata si considerano in difficoltà qualora abbiano perso almeno la metà del capitale sociale e qualora un quarto dello stesso sia andato perduto entro gli ultimi 12 mesi.

Le altre società si considerano in difficoltà qualora i soci con la responsabilità illimitata sul capitale abbiano perso almeno la metà dello stesso e un quarto sia andato perduto nel corso degli ultimi 12 mesi.

Per altre società ( società di capitali) il concetto di difficoltà va esteso a quelle che, per le perdite subite, rischiano l’apertura di una procedura concorsuale ( fallimento) per insolvenza.

Le imprese beneficiarie dell’aiuto devono naturalmente avere la sede in Italia.

IMPRESE NON AMMESSE

Non sono ammesse al fondo per le imprese in difficoltà quelle che operano nei settori del carbone, dell’acciaio, dell’acquacoltura, della pesca e dell’agricoltura; quelle che hanno avviato l’attività da meno di tre anni dalla data di presentazione della domanda di aiuti e quelle che appartengono a un gruppo o siano state da esso rilevate a meno che non si possa provare che la situazione di difficoltà sia legata all’impresa stessa e non dipenda dal gruppo e che lo stesso non sia in grado di
risolverla.

Non possono essere ammesse agli aiuti le imprese che si trovano in stato di insolvenza già notificato e accertato.

FINALITÀ DEL FONDO IMPRESE IN DIFFICOLTÀ

Il fondo per le imprese in difficoltà si muove su due direzioni principali: aiuti per il salvataggio e aiuti per la ristrutturazione.

Gli interventi per il salvataggio sono finalizzati a mantenere in vita l’impresa per il tempo necessario a elaborare un piano di ristrutturazione o di liquidazione; mentre gli interventi per la ristrutturazione sono finalizzati a ripristinare la redditività a lungo termine dell’impresa.

Per poter esprimere più facilmente il concetto: gli aiuti per il salvataggio permettono di ripristinare la liquidità dell’impresa, quindi di immettere denaro liquido al suo interno; mentre gli aiuti per la ristrutturazione servono a ricreare le condizioni per permettere all’impresa di generare reddito attraverso la sua attività.

AIUTI PER IL SALVATAGGIO DELL’IMPRESA

Gli aiuti per il salvataggio delle imprese sono dei sostegni finanziari reversibili, della durata massima di sei mesi, che servono a mantenere in attività l’impresa per il tempo necessario a elaborare un piano di ristrutturazione o di liquidazione.

L’importo degli aiuti per il salvataggio non può superare i 5 milioni di euro e deve essere basato sul fabbisogno di liquidità dell’impresa generato dalle perdite subite.

Gli aiuti finanziari dovranno essere usati per coprire le spese di gestione, ma non le passività o altri debiti contratti dall’azienda. In pratica, grazie a questi aiuti, l’impresa potrà chiedere un prestito di importo non superiore ai 5 milioni di euro, garantito dallo Stato per sei mesi.

Entro 4 mesi dalla concessione del prestito, l’impresa beneficiaria deve presentare un piano di ristrutturazione o liquidazione. In caso di mancata presentazione del documento, la stessa dovrà restituire il prestito garantito.

AIUTI PER LA RISTRUTTURAZIONE

Gli aiuti per la ristrutturazione permettono all’impresa di contrarre prestiti garantiti dallo Stato per 36 mesi ( tre anni) al fine di ripristinare la redditività nel lungo termine.

Il sostegno comprende tre obiettivi: la riorganizzazione o la razionalizzazione delle attività aziendali, cioè l’abbandono di
quelle poco redditizie e il potenziamento di quelle più efficaci e remunerative; la ristrutturazione del capitale per rendere l’attività più competitiva e la diversificazione, cioè la creazione di attività più redditizie.

Gli aiuti vengono concessi dietro presentazione di un piano industriale che deve indicare l’analisi del mercato di riferimento dell’azienda e l’abbandono delle attività poco redditizie. Al piano industriale deve essere abbinato anche un piano di ristrutturazione dei debiti o piano finanziario per ridurre i debiti precedentemente acquisiti dall’azienda.

Il ripianamento dei debiti deve anche essere accompagnato, in parte, dal contributo dei soci dell’impresa beneficiaria ,
ovvero dall’ apporto di almeno il 40% del capitale per la ristrutturazione di una media impresa e del 50% per la grande impresa.

COME PRESENTARE LA DOMANDA

Anche se la valutazione dell’istanza di sostegno finanziario avviene a cura del Comitato tecnico istituito presso il Ministero dello Sviluppo Economico, la domanda per gli aiuti va inviata a Invitalia, l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo di impresa che farà da intermediario per l’inoltro dell’istanza al Ministero. Ma non solo, a Invitalia competono anche le prime valutazioni sulla correttezza e completezza dell’istanza inviata.

Entro 10 giorni, la stessa agenzia comunicherà al mittente l’eventuale integrazione di altri documenti mancanti.

Le integrazioni dovranno pervenire a Invitalia entro 5 giorni, pena il rigetto della domanda. Invitalia valuterà anche la sussistenza dei requisiti di ammissibilità agli aiuti secondo l’art. 1 della delibera del CIPE già indicata ai paragrafi precedenti.

Si valuterà anche la sussistenza di eventuali requisiti di priorità per la concessione degli aiuti così come indicato nel Decreto Ministeriale del 25 febbraio 2010, all’articolo 4.

L’istanza va inviata in originale e in copia allegando certificazione antimafia.

I fac simile per presentare l’istanza si possono visualizzare e scaricare direttamente dal sito di Invitalia.

Alla domanda va allegato il piano finanziario dettagliato per gli aiuti di salvataggio e il piano di ristrutturazione industriale per gli aiuti alla ristrutturazione.

I piani devono essere redatti, da professionista abilitato, esclusivamente sui moduli scaricabili dal sito dell’agenzia Invitalia.

REQUISITI DI PRIORITÀ

Invitalia esamina le istanze ricevute in ordine cronologico assegnando a ognuna di esse un numero
progressivo.

E’ sempre la stessa Agenzia che valuta la presenza o meno di requisiti di priorità per l’ammissione degli aiuti indicati dal decreto ministeriale già citato al precedente paragrafo.

I requisiti di priorità a cui fa riferimento il suddetto decreto sono: istanze di aiuti provenienti da imprese fino a 250 dipendenti; istanze provenenti da imprese che hanno utilizzato la cassa integrazione guadagni da non più di un anno; domande provenienti da imprese la cui crisi non sia di tipo strutturale, cioè abbiano almeno un bilancio positivo negli ultimi due esercizi che precedono la data di presentazione della domanda; istanze provenienti da imprese la cui crisi crea un forte impatto sociale ed economico in un determinato territorio.

COME SARANNO VALUTATE LE DOMANDE

Esaurite tutte le valutazioni del caso, Invitalia trasmette la documentazione e la propria relazione al Comitato tecnico presso il Ministero dello Sviluppo Economico, che esprimerà il suo parere inmerito.

In caso di parere positivo, sarà inviata opportuna comunicazione alle imprese beneficiarie e alla stessa Invitalia. Per concedere l’aiuto, il Ministero dovrà, inoltre, richiedere l’autorizzazione alla Commissione Europea, infine, emanerà il decreto per la concessione della garanzia a carico dello Stato.

ULTERIORI INFORMAZIONI SUL FONDO IMPRESE IN DIFFICOLTÀ

Il fondo per le imprese in difficoltà viene concesso una tantum, cioè una volta ogni 10 anni; per eventuali aiuti istituiti a carico di imprese agricole, il termine del sostegno una tantum è di 5 anni.

L’importo complessivo degli aiuti per il salvataggio e la ristrutturazione delle imprese in difficoltà non può superare i 10 milioni di euro.

Questi aiuti sono cumulabili tra loro. Non sono cumulabili altri regimi di aiuti, come i sostegni finanziari “de minimis” o altri. Non si può essere ammessi agli aiuti se si è beneficiato di quelli ritenuti illegali dalla Commissione Europea.

Gli aiuti illegali sono quelli utilizzati non correttamente e non ancora restituiti.

Al momento della presentazione dell’istanza, i richiedenti devono dichiarare di non aver beneficiato di altri aiuti alle imprese.

I tassi di interesse sui prestiti concessi alle imprese e garantiti dallo Stato dovranno essere simili a quelli applicati dalla Commissione Europea e comunque a quelli applicati per le imprese sane.

Ulteriori chiarimenti sul Fondo si possono richiedere all’agenzia Invitalia compilando un form
accessibile a questo link: www.invitalia.it/site/ita/home/incentivi-alle-imprese/fondo-imprese-in-difficolta/a-chi-
rivolgersi.html.

Prima di compilare tutti i campi bisogna però dichiarare di aver preso visione delle sezioni informative pubblicate sul sito di Invitalia.

Una sezione informativa con articoli, notizie e aggiornamenti dell’ultima ora sul Fondo per le imprese in difficoltà, è reperibile anche presso il sito del Ministero dello Sviluppo Economico.

Rosalba Mancuso


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Ultimo aggiornamento: 31 ottobre 2014 | 10:13