Equitalia quinto dello stipendio – Equitalia 1/5 stipendio pignoramento

Prevenire è meglio che curare, questo detto vale sempre e per ogni argomento anche quando si parla …
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Prevenire è meglio che curare, questo detto vale sempre e per ogni argomento anche quando si parla di cartelle di pagamento. Essere solventi nei tempi richiesti o, sempre nei termini stabiliti, fare ricorso, se ce ne sono gli estremi, o chiedere l’annullamento di una cartella è sempre meglio che subire procedimenti coatti nella riscossione da parte dell’agenzia di riscossione. Ma spesso, purtroppo, le cose sfuggono di mano e, per un motivo o per l’altro, accade ciò che è invece sempre bene evitare: la riscossione coatta del credito.

 

LE ESECUZIONI FORZATE

Questo è quando si verifica l’iscrizione ipotecaria, il fermo amministrativo o il pignoramento del 5° dello stipendio. Atti che vengono intimati e, se si fanno scadere i termini, prodotti. Ecco cosa accade alla scadenza dei termini (questo in teoria perchè in pratica la procedura è generalmente molto più lenta). Decorsi sessanta giorni dalla notifica della cartella, se il debito è rimasto inevaso e non è stata concessa la sospensione, l’Agente della riscossione può ricorrere alle misure coatte quindi può disporre il fermo amministrativo di beni mobili, effettuare l’iscrizione ipotecaria sugli immobili, effettuare il pignoramento presso terzi.

 

IN COSA CONSISTE IL PIGNORAMENTO DEL QUINTO (O PIGNORAMENTO PRESSO TERZI)

L”Agente della riscossione dovrà notificare un avviso che intima a pagare entro 5 giorni. Trascorso questo periodo senza che il debitore saldi il debito verranno applicate le misure coatte. E’ importante sottolineare che si può ancora chiedere il pagamento rateizzato del debito fino ad un massimo di 72 rate. Il pignoramento presso terzi regolato dall’articolo 72 bis del DPR 602/1973 non è altro la riscossione del debito da un creditore del debitore stesso. Il giro di parole significa, ad esempio che si può pignorare il 5 dello stipendio (il datore di lavoro è un creditore che, mensilmente versa la quota dello stipendio). In pratica l’Agente della riscossione chiede (intima) al terzo (datore di lavoro) di pagare le somme di cui il contribuente è debitore entro i limiti dell’importo dovuto. Nel caso dello stipendio, il pignoramento non può superare un quinto dello stipendio stesso.

Mensilmente (compresa la tredicesima ed eventualmente la quattordicesima mensilità) il datore di lavoro dovrà quandi versare, entro sessanta giorni dalla notifica dell’atto di pignoramento,  un quinto di quanto dovuto al dipendente direttamente all’agenzia di riscossione. Il datore di lavoro dovrà altresì “mettere da parte” sempre mensilmente, un quinto del TFR maturato dal dipendente perchè, qualora il rapporto di lavoro cessi prima del termine del saldo del debito, dovrà, appunto, versare un quinto del trettamento di fine rapporto. Pena in caso di inadempimento: dovrà rispondere direttamente il terzo dell’importo dovuto. Ovviamente il credito maturerà gli interessi e sino al termine del suo saldo resterà il pignoramento.

 

COSA ACCADE SE IL RAPPORTO DI LAVORO TERMINA

Qualora il dipendente si licenzi o il datore di lavoro lo licenzi, il debito resta comunque “in piedi”, e si potrà procedere al altre misure coatte (fermo amministrativo, ipoteca immobiliare), fermo restando che, non appena il debitore avrà un altro lavoro dipendente, il pignoramento del 5 dello stipendio potrà essere nuovamente riattivato.

 

QUANDO NON SI PUO’ EVITARE IL PIGNORAMENTO  DEL QUINTO DELLO STIPENDIO

Ovviamente è sempre meglio evitare i procedimenti forzati ma ci sono casi in cui la rateizzazione proprio non si può chiedere, sono i casi in cui l’importo della rata (le rate possono essere al massimo 72) è veramente troppa alto per un cittadino che sa già in anticipo che non potrebbe pagarlo. Ancora più alto di quanto potrebbe essere il quinto dello stipendio. In quei casi, se proprio non si riesce a pagare la rata, e se non si riesce ad accedere ad un prestito con rate superiori alle 72 (magari proprio attraverso la cessione del quinto dello stipendio), si può attendere passivamente il pignoramento del quinto dello stipendio considerando che, oltre a questa misura, Equitalia  potrebbe prenderne altre (fermo amministrativo dell’auto, ad esempio).

In seguito, quando l’importo totale della multa si abbassa, si può comunque chiedere la rateizzazione del debito. Comunque, anche qualora si optasse per questo provvedimento “estremo”, è sempre meglio recarsi presso l’Agenzia di Riscossione che ha emesso la cartella di pagamento e parlare insieme della situazione al fine di trovare insieme una soluzione poco “dolorosa”.

 

LINK DI RIFERIMENTO

http://www.gruppoequitalia.it/
www.agenziaentrate.it/

www.equitaliaesatri.it
www.equitaliaservizi.it/
www.inps.it

http://www.mef.gov.it/

http://www.finanze.it/

www.ricorsi.net ›
www.federcons.it
www.ufficioricorsi.com


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Ultimo aggiornamento: 31 ottobre 2014 | 10:13