Equitalia ricorso cartelle esattoriali – Come ricorrere a Equitalia ricorso

Non tutte le cartelle di pagamento sono contestabili, ma alcune volte succede che il pagamento di una …
ricorso

Non tutte le cartelle di pagamento sono contestabili, ma alcune volte succede che il pagamento di una cartella non sia dovuto.

E’ un diritto di tutti i cittadini comprendere se quanto richiesto sia dovuto o meno (può accadere, ad esempio, che una cifra sia già stata pagata), capire se la cartella sia legittima o meno. Rivolgersi ad un legale è forse la procedura più semplice ma è una procedura onerosa e in alcuni casi inutile se non precedura da un’analisi della cartella stessa e dalla certezza o quasi certezza che quell’importo proprio non si deve pagare. E dunque bene imparare a capire cosa la cartella richiede e se quanto richiesto è realmente dovuto.

Una volta che abbiamo gli strumenti per fare questo possiamo anche evitare, in alcuni casi, di ricorrere ad un avvocato o, se decidiamo comunque di rivolgerci ad un legale, possiamo farlo con tutte le informazioni necessarie per procedere ad un ricorso. A questo proposito è doveroso specificare che per quel che concerne i processi tributari è obbligatoria l’assistenza tecnica (di un legale o di un commercialista) per i giudizi di valore superiore a 2.582 euro; per quelli di valore inferiore, i contribuenti possono stare in giudizio anche senza assistenza tecnica.

 

LA CARTELLA DI PAGAMENTO

E’ necessario premettere che una cartella di pagamento è un titolo esecutivo emesso dall’agente di riscossione (ad esempio Equitalia) per un pagamento inevaso. Il pagamento può riguardare una sanzione, una tassa, un contributo e può essere richiesto da diversi Enti creditori (Comune, Inps, Agenzia delle Entrate). Il concessionario rappresenta l’intermediario tra l’ente creditore ed il cittadino debitore. Quando diciamo “mi è arrivata una multa da Equitalia” dovremmo in realtà dire “Equitalia mi ha notificato una cartella dell’Agenzia delle Entrate per una tassa che non avevo pagato”, dovremmo quindi sapere chi esige l’importo e perchè.

Al momento della notifica di una cartella di pagamento è indispensabile leggerla in tutte le sue parti

 

COME E’ COMPOSTA LA CARTELLA DI PAGAMENTO

La cartella di pagamento deve contenere questi dati:

- la relata di notifica

- il numero della cartella riportato sulla destra e al centro,

- i dati dell’agente della riscossione che ha emesso la cartella

- il nome del contribuente/debitore, il suo indirizzo e codice fiscale;

- il totale da pagare, dato dalla somma dell’importo iscritto a ruolo, compensi di riscossione e diritti di notifica;

- la causale (sanzioni amministrative, infrazioni al codice della strada, imposte dirette, contributi inps, etc);

- l’ente creditore,

- le modalita’ di pagamento con le conseguenze legate al mancato adempimento

- la descrizione del debito con numero del ruolo e la data in cui lo stesso e’ diventato esecutivo tramite la sottoscrizione dell’ufficio dell’ente creditore (esempio: sanzione amministrativa ai sensi della legge 689/81 con riferimento al verbale in caso di multe al codice della strada, etc.);

- i dati del soggetto responsabile del procedimento di iscrizione a ruolo

- le maggiorazioni, le spese e i compensi di riscossione applicati nel caso di pagamento entro 60gg e nel caso di pagamento in ritardo

- scadenza e modalita’ di pagamento (es. sportelli dell’agente di riscossione, uffici postali, sportelli bancari, etc.);

- l’anno di compilazione e il numero del ruolo; – il codice tributo da pagare

- l’anno di riferimento, ovvero dell’atto che ha originato il debito

- gli estremi dell’atto che ha originato il debito (per es. numero e data del verbale di violazione al c.d.s.).

- dati del soggetto responsabile del procedimento di emissione e di notifica della cartella informazioni relative alla possibilita’ di pagare a rate secondo le nuove disposizioni della legge 31/2008

- informazioni sull’autotutela (riesame ed eventuale annullamento delle cartelle palesemente illecite od errate) e sul ricorso giudiziale.

 

QUANDO SI PUO’ FARE RICORSO?

Il ricorso si può fare per diversi motivi:

per vizio di forma: quando nella cartella manca uno degli elementi sopra esposti, (ad esempio quando c’è un errore di persona, o un errore di calcolo, quando non è indicato il responsabile del procedimento, assenza di motivazione, mancata indicazione degli estremi dell’atto di accertamento)

per mancata o irregolare notificazione di precedenti avvisi di accertamento: la cartella esattoriale deve essere preceduta dalla notifica del verbale di accertamento(l’atto con il quale l’Amministrazione rende noto al contribuente l’obbligo di pagare una determinata somma)

per prescrizione e decadenza :la cartella può essere contestata se è stata notificata oltrei termini di prescrizione previsti dalla legge. I termine di prescrizione variano a seconda del tributo: multe della strada cinque anni dalla data dell’infrazione o dalla data di ultima notifica; Bollo auto: tre anni;canone Rai 10 anni dalla scadenza.

per errore nella notifica (avvio a mezzo posta): la cartella non può essere notificata per raccomandata ma solo tramite intermediari o soggetti specifici, le cartelle inviate per posta sono nulle e si può fare ricorso così come sentenziato con le recenti sentenze di cui vi indichiamo gli estremi (Commissione Tributaria Provinciale di Milano, PDF Sent. CTP di Milano n.75/26/11,Commissione Tributaria Provinciale di Parma n.40/01/10, Commissione Tributaria Regionale di Roma n. 82/21/09 Giudice di Pace di Campi Salentina n.559/10) e alle quali potete fare riferimento nella presentazione di un eventuale ricorso.

 

COME FARE IL RICORSO?

Una volta accertata l’irregolarità si pul presentare il ricorso. Il ricorso va presentato alla Commissione tributaria provinciale entro 60 giorni. Si presenta alla Commissione Tributaria se si tratta di imposte sui redditi, imposta di registro, ipotecaria e catastale, imposta sulle successioni o donazioni, tasse automobilistiche, canone rai, tributi locali. Oppure va presentato al Giudice del lavoro entro 40 giorni, se si tratta di contributi previdenziali. Oppure,se si tratta di sanzioni amministrative, al Giudice di Pace entro 30 giorni.

E’ importante sottolineare che l’impugnazione non sospende l’esecuzione della cartella esattoriale per questo è bene chiedere in sede di ricorso la sospensione dell’esecuzione forzata che Equitalia intima dopo 60 giorni.

 

L’ AUTOTUTELA

Quando la richiesta di pagamento è palesemente infondata, il cittadino può rivolgersi direttamente all’Ente Creditore presentando un’istanza di autotutela con la quale si chiede lo sgravio/discarico. In questo modo si evita di fare ricorso all’Autorità giudiziaria. Un esempio per appellarsi all’autotutela è quando l’importo richiesto è già stato pagato e si possiede la ricevuta di pagamento che lo prova.

 

LINK DI RIFERIMENTO

http://www.gruppoequitalia.it/
www.agenziaentrate.it/
www.equitaliaesatri.it
www.equitaliaservizi.it/
www.inps.it

http://www.mef.gov.it/
http://www.finanze.it/
www.ricorsi.net ›
www.federcons.it
www.ufficioricorsi.com


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Ultimo aggiornamento: 13 novembre 2014 | 15:41